Biografia

1920

Martedì 30 novembre, nel borgo di Burlons (Montenars), nasce Francesco Placereani. Per i suoi genitori, Tite (dal muini) Giobatta (1887-1952) e Anna Zanitti (Catine Anute, 1891-1956) si tratta del terzo figlio.

Il 7 dicembre, veglia dell'Immacolata, viene battezzato da don Leone Quagliaro nella chiesa di Sant'Elena; Francesco Andreussi di Artegna e Anna Menis di Montenars gli fanno da santoli.

 

1926

L'8 settembre riceve, dal vescovo A. Anastasio Rossi, il sacramento della cresima e l'anno dopo riceve la prima comunione.

 

1932

Martedì 25 ottobre, a 12 anni, entra nel seminario di Castellerio (Pagnacco) per il primo corso di ginnasio. L'8 dicembre, festa dell'Immacolata, riceve l'abito talare.

 

1943

Il primo luglio si impegna a vivere nel celibato e riceve il breviario, con l'obbligo di recitarlo per intero ogni giorno.

 

1944

Sabato 4 marzo prende l'ordine del diaconato. Domenica 9 luglio, nel duomo di Udine, viene ordinato sacerdote dal vescovo Nogara. Domenica 16 luglio ritorna a Montenars a celebrare la sua prima messa. Nello stesso anno, l'11 settembre viene assegnato alla canonica di Susans ma rifiuta l'incarico; in seguito viene destinato a Gemona in qualità di cappellano, ma anche qui non vi rimane. Viene allora mandato a Roma, all'Università Gregoriana dove frequenta il Russicum, istituzione nata per la formazione dei preti che sarebbero dovuti andare in Russia; impara il e la lingua liturgica all'Istituto Pontificio Orientale.

 

1946-1947

Dopo il "Russicum" va a studiare nel Collegio Leonino.

 

1948

A marzo, con i prof. Grundlach e Abellano, discute la tesi del dottorato su "Finalità e caratteristiche essenziali dei sindacati operai", con il titolo di dottore in teologia dogmatica. Dopo la laurea con il massimo dei voti fa ritorno in Friuli. Non essendogli affidato alcun incarico, il 20 aprile fa richiesta alla Concistoriale per ottenere il permesso di allontanarsi dalla diocesi per un lungo periodo. Il permesso gli viene concesso AD ANNUM.

 

1948-1952

Nel '48, in seguito al permesso concessogli per allontanarsi dalla Curia, don Placereani accetta l'invito del vescovo di Rosario e si trasferisce in Argentina dove assume l'incarico di insegnante di teologia morale nel seminario di Rosario. Nel dicembre del 1949 il permesso della Concistoriale gli viene prolungato AD TRIENNIUM. Nel '52, anno della morte del padre, fa ritorno in Friuli.

 

1952

Viene nominato assistente ecclesiastico dell'ACLI e dell'ACAI (ass. artigiani) e assistente degli uomini di Azione Cattolica. Nel '52 è tra i fondatori della "Scuele libare furlane", il cui scopo era quello di insegnare a leggere e scrivere in friulano per riuscire a valorizzare il patrimonio culturale friulano.

 

1953

Rifiuta gentilmente l'invito, mandatogli il 25 luglio, dell'arcivescovo-abate di Vancouver in Canada, per un posto di insegnante nel seminario della sua chiesa. La Diocesi di Udine gli affida l'incarico di insegnante di religione nei licei classici "Stellini" di Udine e "Paolo Diacono" di Cividale del Friuli.

 

1954

Nel mese di maggio tiene delle lezioni di teologia a Buia dal titolo "Quando Dio parla".

 

1955

Partecipa ad un concorso indetto dalla "Pro Civitate" di Assisi.

 

1958

Incomincia a tradurre in friulano - direttamente dal greco - i Vangeli. 

 

1962-1963

Dà vita, assieme a don Pietro Londero, don Saverio Beinat, Elteredo Pascolo ed altri ancora, all'associazione "Int Furlane" e all'omonimo mensile in lingua friulana (il primo numero uscirà nel marzo del '63).

 

1964-1966

Nel 1964 inaugura il primo corso di teologia per laici a Udine. Il tema trattato è "Teologia e salvezza". Nel 1965 tiene il secondo corso di teologia per laici, tutto incentrato sulla figura di Cristo. La parte di don Placereani ha per titolo: "Gesù il Cristo, Figlio di Dio e nostro fratello". Durante l'inverno fra il 1965 e il 66 si svolge il terzo corso di teologia per laici sullo Spirito Santo. Negli stessi anni scende in piazza con gli studenti per sostenere la richiesta di istituire la facoltà di medicina anche a Udine.

 

1966

È tra i fondatori, il 9 gennaio 1966, del "Movimento Friuli".

 

1967

È fra i promotori della "Mozione del Clero per lo sviluppo sociale del Friuli".

 

1968

Il 2 marzo si laurea, per la seconda volta, in Lettere e Filosofia presso l'università di Padova. Dopo la laurea ottiene il posto di docente di storia della filosofia al Liceo scientifico "Marinelli" di Udine.

 

1969-1970

Tiene, a Pordenone, una serie di conferenze sul tema "Vita Cristiana esperienza di comunità".

 

1970

Pubblica "Il Vanseli di N. S. Gjesù Crist voltât dal grec dal prof. Pre' Checo Placerean" che viene presentato ad Aquileia il 12 luglio di quell'anno.

 

1971

L'11 luglio interviene, ad Aquileia, alla storica presentazione del messale in friulano per l'anno A, da lui curato. Alla messa in friulano celebrata nel prosieguo partecipa anche l'arcivescovo di Gorizia, mons. Pietro Cocolin, che ha concesso l'imprimatur all'opera.

 

1972

Escono i "I faz", "Lis letaris dai apuestui" e "L'Apocalisse" (in collaborazione con don Pietro Londero). Entra a far parte del Comitato per l'Università friulana.

 

1973

Esce il Messale friulano per l'anno B, che non verrà distribuito in quanto privo dell'imprimatur. Entra a far parte di "Rît furlan" e in seguito del gruppo "Glesie Furlane" diventandone ben presto figura carismatica di riferimento.

 

1974-1975

Comincia a tradurre il Vecchio Testamento. Nel dicembre 1974 termina la traduzione dei "Salmi". Nel '75 termina di tradurre "Isaia" che verrà pubblicato nel '76.

 

1977

Esce il Messale per gli anni ABC.

 

1978

Esce la traduzione di Geremia.

 

1979

Il 20 febbraio firma, assieme con don Antonio Bellina, un contratto che li impegna a realizzare per l'editore Ribis la versione in friulano di tutta la Bibbia.

 

1982

Lascia la scuola per dedicarsi completamente alla traduzione della Bibbia.

 

1983

Gli viene conferito il Premio "Nadâl furlan".

 

1984

Il 22 giugno nel palazzo della Provincia di Udine presenta ufficialmente, assieme a don Bellina, la Bibbia in friulano.

 

1986

Dopo una malattia lunga e dolorosa, don Francesco Placereani si spegne, martedì 18 novembre, all'ospedale di Udine. Questo il suo testamento spirituale: "Intendo passare da questa vita nella fede di Gesù Cristo che si è sacrificato per me secondo la dottrina della chiesa d'Occidente, nella tradizione della chiesa patriarcale di Aquileia che ha nutrito la mia fede: in tale fede ho vissuto e intendo, come ho affermato, morire. Chiedo perdono a Dio di tutti i miei peccati e li rimetto al potere, come dicono, delle chiavi che Cristo ha dato alla sua chiesa. Se ho offeso qualcuno, con umiltà chiedo perdono".

 

Per approfondire ulteriormente la biografia di Pre Checo si segnala il volume di pre Antoni Beline "Pre' Checo Placerean, notis par une biografie" (Tavagnacco 1997).

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