DAF - Dizionari Autonomistic Furlan

a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z

Europeista

Quando nacque il Movimento Friuli, nel 1966, ci fu chi affermò l’incompatibilità dell’autonomismo con gli ideali europeisti. Rispose il dottor Guido Comessatti con una lettera pubblicata il 20 aprile 1966: “Sul “Messaggero” di lunedì 18, che riporta la cronaca dell’assemblea regionale del “Movimento Friuli”, leggo che “il federalista dottor Comessatti ha ravvisato nell’aspirazione di estremo autonomismo del Movimento uno spirito che non sarebbe, a suo dire, in contrasto con gli ideali europeisti”. Per quel che mi riguarda, non è a mio dire, cioè secondo una interpretazione personale ed opinabile, esser lo spirito autonomistico compatibile con gli ideali federativi, europei e non europei. Molto prima e con ben altra autorità di me, lo hanno affermato pensatori e statisti da Hamilton a Jefferson, da Tocqueville a Cattaneo, da Proudhon a Mounier a don Sturzo, da Einaudi a J. Kennedy, per tacere dei viventi. Proprio nel rispetto delle autonomie e delle libertà locali, essi hanno posto il fondamento di una moderna società federale, come lo dimostrano due paesi a popolazione multinazionale come gli Stati Uniti e la Svizzera, nei quali la democrazia non è una etichetta di comodo. Fra le strutture federative all’interno e al di sopra degli Stati, non vi è diversità che di grado e di ampiezza. Il federalismo è la concezione opposta a quella del- lo Stato accentratore, burocratico e autoritario. [...] Che tale autonomia non sia in contrasto con l’ordinamento federale di una Europa unita, l’Assemblea del “Movimento Friuli” lo ha capito perfettamente. Proprio perché – nella maggiore e forse anche nella minore capitale – vi è ancora chi vorrebbe trattarlo da “marginale”, il Friuli non intende esserlo nel contesto di quell’Europa che si va faticosamente costruendo, ed è già così familiare ai suoi figli, i quali vi hanno ovunque portato il contributo del loro lavoro, guadagnandosi così il diritto ad una cittadinanza europea ideale, ancor prima che federale”. Questa risposta, così nobile e circostanziata, avrebbe dovuto tracciare una linea di “fuori gioco” ideologico e storico, ma così non fu se un certo P.D., su “La Vita Cattolica” del 12 maggio 1968 scrisse: “Di fronte ad una Europa che abbisogna di essere oggi più che mai unita e forte, la politica dei “bessôi” non solo è controproducente ma deleteria”. Ma in seguito nessun polemista si avventurò più su un terreno ritenuto palesemente sterile.

 

Emerografia: Guido Comessatti, Autonomia e federalismo, Messaggero Veneto 20 aprile 1966; P.D., Il “Movimento Friuli” e gli elettori friulani, La Vita Cattolica 12 maggio 1968; Guido Comessatti, Il Friuli e l’Europa, Friuli d’oggi 23 maggio 1968; Fausto Schiavi, L’Europa delle regioni, Friuli d’oggi 27 febbraio 1969; Fausto Schiavi, Regioni monoetniche, Friuli d’oggi 29 ottobre 1970.