DAF - Dizionari Autonomistic Furlan

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Bovarismo

Il bovarismo, termine derivato da M.me Bovary, la protagonista dell’omonimo romanzo di Gustave Flaubert, è definito da J. de Gaultier come il potere dell’uomo di apparire diverso da quello che è, assumendo modi e atteggiamenti che lo promuovono socialmente. Esiste un bovarismo individuale, più facilmente verificabile, e un bovarismo collettivo, che, a giudizio di Gaetano Perusini, ha colpito anche il Friuli a partire dal Settecento, quando la classe dominante iniziò a parlare (male) il veneto, e fu giustamente ripagata dai (veri) veneti con il proverbio “dìme can ma no furlan”! L’uso di una lingua ritenuta superiore, nella fattispecie il veneto, è una delle più evidenti manifestazioni di bovarismo, e Perusini così conclude: “il Friuli non sarà guarito dal bovarismo finché ci sarà chi si vergognerà di sentirsi friulano o di parlare friulano e crederà di elevarsi socialmente fingendosi veneto” (oggi potremmo dire, per aggiornamento, italiano standard).

 

Bibliografia: Gaetano Perusini, Bovarismo friulano, Sot la Nape n.3, mai-jugn 1956.