DAF - Dizionari Autonomistic Furlan

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Unità regionale

L’unione fra il Friuli e Trieste apparve artificiale e difficile fin dall’origine e non soltanto agli autonomisti friulani. La stampa regionale, condizionata dai partiti politici che avevano stilato lo statuto unitario con Trieste capitale, era naturalmente unitarista e bollava con parole di fuoco gli autonomisti (si vedano le voci “austriacante”, “qualunquista” e “separatista”). Non così si espresse la stampa nazionale, e citeremo l’esemplare inchiesta di Gianfranco Piazzesi pubblicata sul “Corriere della Sera” nell’ottobre del 1964, sei mesi dopo le prime elezioni regionali, che si svolsero il 10 maggio di quell’anno. Ecco il sommario dell’articolo citato nell’emerografia: “La nuova regione ha scontentato tutti: da una parte il Friuli, terra depressa ma in continuo sviluppo, teme il sodalizio con una città ancora ricca ma in regresso. D’altro canto Trieste ha paura che Udine pensi a risolvere principalmente i propri problemi, grazie alla maggioranza nel parlamento regionale”. (Queste parole spiegano anche l’incondizionato appoggio dato dai triestini all’istituzione della Provincia di Pordenone, prontamente denunciato, ma invano, dal neonato Movimento Friuli nel 1966). I politici, soprattutto gli eletti al Consiglio regionale, enunciarono il dogma dell’intangibilità dell’unità regionale, infranto, peraltro, dopo pochi mesi, quando Trieste oppose il suo “niet” alla facoltà di medicina (della loro Università!) che l’Ordine dei medici della Provincia di Udine voleva collocare accanto all’Ospedale della capitale del Friuli. Da allora, cioè fin dal 1964, l’unità regionale fu sempre tema di un dibattito, più o meno acceso, che oscillò fra l’embrassons-nous dei politici unitari e la netta separazione proposta dai divorzisti, con diverse proposte di ingegneria autonomistica interna (Assemblea delle province friulane, ad esempio). Il dibattito si fece più acceso quando, a pendant del Movimento Friuli, ci fu a Trieste il clamoroso successo della Lista per Trieste, cioè quando il divorzio fu proposto anche dalla controparte. Allora anche i vecchi “unitari” friulani si convertirono: Loris Fortuna arrivò a dichiarare che “l’unità regionale è un feticcio” (l’avesse detto con vent’anni di anticipo...), e Mario Lizzero dichiarò che “la Regione Friuli-Venezia Giulia non può restare così com’è senza correre il rischio di spezzarsi sotto l’effetto di spinte dispersive” (citazioni da scritti del 1979). La Lista per Trieste, dal suo canto, ebbe il pregio di essere quanto mai esplicita: basta leggere la proposta di legge nazionale, presentata nel 1979 dai deputati Giuricin, Pellis, Bologna e Tassinari, eletti dalla Lista, intitolata “Modificazioni e integrazioni della legge costituzionale 31 gennaio 1963 n. 1 concernente lo statuto speciale della Regione Autonoma FriuliVenezia Giulia”. I triestinisti proponevano allora una regione “ripartita in due entità circoscrizionali munite di autonomie anche legislative includenti, la prima, le province di Trieste e di Gorizia, e la seconda quelle di Udine e Pordenone”. Non meno esplicito era stato Fausto Schiavi, scrivendo il pamphlet “Trieste e il Friuli verso il divorzio” nel 1970. Rinviando il lettore alla voce “divorzio da Trieste”, citiamo qui al piede qualche titolo significativo.

 

Emerografia: Gianfranco Piazzesi, Friulani e triestini un matrimonio difficile, Corriere della Sera 15 ottobre 1964; Trieste vuole la spaccatura e l’annessione di Gorizia, Corriere del Friuli dicembre 1979; La Regione è unitaria solo sulla carta, Corriere del Friuli agosto 1980; L’unità regionale e le realtà locali: tesi a confronto in un dibattito (vi parteciparono Toros, De Carli, Biasutti, Coloni, Pascolat, Gambassini, Meloni, con interventi di Solimbergo, Cavallo, Stoka, Battello, Gino di Caporiacco e Gianfranco Ellero), Messaggero Ve- neto 7 ottobre 1981; N.d.A., Unitât regjonâl: ce tant dificil tignî dongje realtâz difarentis, La Vita Cattolica 17 ottobre 1981; Dibattito sull’unità regionale, Corriere del Friuli ottobre 1981; Vittorino Meloni, Quel trattino, libro bianco del Messaggero Veneto 1985; Gli autonomisti friulani alla Lpt: legittimo l’uso della sede regionale, Messaggero Veneto 10 settembre 1987; Trieste mia, addio, La Vita Cattolica 29 febbraio 1992.