DAF - Dizionari Autonomistic Furlan

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Società Filologica Friulana

Fondata a Gorizia il 23 novembre 1919, svolge una fondamentale attività di raccolta e di studio della lingua e delle tradizioni del popolo friulano. Fra le sue realizzazioni di capitale importanza bisogna ricordare “Il nuovo Pirona”, vocabolario della lingua friulana, pubblicato nel 1934; la stampa dei sei grandi volumi dell’ASLEF, Atlante Storico Linguistico Etnografico Friulano, dai quali l’inconfondibile fisionomia della nostra regione emerge come in filigrana; il fondamentale contributo alla realizzazione dell’Atlante Linguistico Italiano, che ora sta uscendo in grandi volumi prodotti dall’Istituto Poligrafico dello Stato; i numeri unici pubblicati in occasione dei congressi annuali e molte altre pubblicazioni. Sarebbe già tanto per formare e tener viva la coscienza autonomistica dei friulani. Ma non possiamo dimenticare che la Società svolse anche importanti ruoli in campo politico. Nel 1932, ad esempio, quando il fascismo decise di far la guerra ai dialetti e di sciogliere le associazioni regionalistiche, la Società riuscì non solo a sopravvivere per merito di Pier Silverio Leicht e Benito Mussolini, ma anche a stampare “Il Nuovo Pirona” e a farsi conferire dallo Stato lo status di ente morale nel 1936. Durante l’occupazione tedesca, grazie a Ercole Carletti, riuscì a sottrarsi alle mire degli occupanti scegliendo quella che fu poi definita “linea di non collaborazione”. Nei primi mesi dopo la guerra alimentò con uomini e idee l’Associazione di Tessitori e il Movimento Popolare Friulano; e, come sappiamo, produsse “La regione del Friuli”, l’opuscolo di cui si parla alla voce “Autonomia culturale”, stampato dalla Camera di Commercio il 15 dicembre: un bel risultato se si pensa che, grazie a quell’opuscolo, la regione soltanto friulana fu posta nel testo della Costituzione, allora in elaborazione, e vi rimase, come scrisse Gino di Caporiacco, dal 18 dicembre 1946 al 1° febbraio 1947. E in anni più vicini a noi non mancò di far sentire la sua voce per reclamare l’Università friulana. Tutti i veri autonomisti dovrebbero quindi guardare con simpatia e gratitudine alla SFF anche se talvolta possono non condividere i criteri di conduzione e la politica culturale del sodalizio. Devono, in sostanza, imitare Pasolini il quale, pur essendo in polemica con la Società, mai mancò di far sentire il suo incoraggiamento.

 

Bibliografia: Gino di Caporiacco, Storia di un’idea. La Regione Friulana (1945-1947), Plaino di Pagnacco, 1978; Gino di Caporiacco, 1943-1945. Gli anni della non collaborazione, Sot la Nape, n. 2, jugn 2000; 1945-1948. Il confine orientale, Sot la Nape n. 3-4, luj-dicembar 2000; 1945-1948. La regione friulana, Sot la Nape n. 1, març 2001; Gianfranco Ellero, Pasolini e la Filologica, in “Lingua poesia autonomia”, Istitût Ladin-Furlan “Pre Checo Placerean” 2005.