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Regione Giulia

La Provincia del Friuli, istituita da Mussolini sul principio del 1923 per annacquare gli allogeni, ovvero gli slavi annessi per trattato di pace, non piacque ai goriziani, come sappiamo, ma incontrò anche l’opposizione dei triestini, che estrassero dalla manica l’asso della Venezia Giulia, una specie di regione ideale, inventata a tavolino da Graziadio Isaia Ascoli nel 1863 per indicare con un’unica illustre denominazione tutte le terre che l’Italia reclamava dall’Austria, e dunque il Friuli orientale o goriziano, Trieste e l’Istria. Visto che Gorizia faceva già parte della regione ascoliana, e ora apparteneva alla Provincia del Friuli, essi considerarono Udine annessa a Gorizia (!) e, complice il grande geografo friulano Olinto Marinelli, dissero che Trieste era la capitale della regione Giulia, estesa fino al fiume Livenza. Al disegno triestino si oppose, sul “Giornale di Udine” del 23 febbraio 1923, l’on. Giuseppe Girardini, con una lettera che suscitò furiose polemiche anche sui giornali di Venezia e Trieste. “...io non consento affatto – scrisse il deputato – a considerare il Friuli come una provincia facente parte di una regione presieduta da Trieste (...) il Friuli non è soltanto una provincia, fu uno stato ed è una regione (...). Questo concetto della Patria del Friuli io proposi e sostenni, nella visione della vittoria ancora prima della guerra presso l’on. Salandra e lo sostenni pure (debbo ricordarlo ancora) in una pubblicazione (...). Il Friuli perderebbe la sua funzione se non fosse lasciato e considerato a sé; esso rivive nella sua storia, storia antica e illustre, e nella sua unità geografica deve compiere la fusione delle genti che, varcando il confine, entrarono nella sua terra (...). Trieste, la bella e cara Trieste, non è chiamata da nessun ricordo storico a riprendere un posto, che non ebbe mai, di centro di una unione a cui il Friuli sia aggregato...”. Dopo varie repliche, e un intervento di Francesco Musoni, che si schierò con Girardini, il deputato intervenne nuovamente il 4 aprile con una lunga lettera di denuncia dei pretesti addotti dalla “borghesia triestina” per perseguire il suo disegno egemonico, e straordinaria è la risposta sul tema degli “allogeni”: “Un altro pretesto è la comune condizione di avere degli allogeni in casa. Sì, ma gli allogeni sono come le materie chimiche: combinate con certi elementi danno un certo risultato, combinate con certi altri, ne danno un altro diverso.”