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Piccola Patria

Visto che nel Medio Evo la nostra regione veniva chiamata Patria del Friuli, o semplicemente Patria come nella celebre stanza di Erasmo di Valvasone (“Siede la patria mia tra il monte ’l mare...”), dopo il 1866, e più ancora dopo il 1918, fu necessario distinguere la Patria del Friuli dalla Patria italiana, cioè la parte dal tutto, il piccolo dal grande. Il concetto di Piccola Patria doveva essere quindi implicito e diffuso, ma fu codificato da una famosa dedica di Gabriele D’Annunzio: “Ai coraggiosi compagni de ‘La Panarie’, custodi della Piccola Patria nella Grande. Gabriel di Sante Marie la Longe”, scritta su un ritratto fotografico del Poeta, donato a Ermacora durante una visita al Vittoriale e tosto pubblicato su una pagina della rivista, e dal titolo di un libro, “Piccola Patria”, scritto dallo stesso Ermacora e “Finito di stampare in Udine, per i tipi de ‘La Panarie’ addì 3 novembre 1928”. A giudicare dalle date si può pensare che Ermacora abbia mutuato dalla dedica il titolo del libro. Ma può anche essere che, essendo in rapporti confidenziali con il Poeta, abbia parlato del suo libro “in cottura” durante la visita al Vittoriale. In tal caso Gabriel di Sante Marie la Longe avrebbe soltanto citato il titolo, davvero affascinante, nella sua dedica. È certo, in ogni caso, che dopo di allora le parole Piccola Patria entrarono nel lessico dei friulani colti e consci della loro appartenenza.

 

Bibliografia: Chino Ermacora, Piccola Patria, Edizioni de La Panarie 1928.