DAF - Dizionari Autonomistic Furlan

a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z

Nomi di aziende e prodotti

Uno dei modi più semplici per costringere la gente a dire ogni giorno almeno qualche parola friulana è quello di dare alle aziende e ai loro prodotti nomi in friulano. È già molto frequente l’uso della parola “Friuli” nelle intitolazioni delle aziende, come in Friuli Giovane (Fogliano-Redipuglia) e Friuli Gomma (Prata di Pordenone), usata talvolta in friulano e arditamente coniugata con una parola inglese: si pensi Friulglass (Sacile), Friulgarden (Basiliano), Friulrainbow (Gemona), Friulair (Ronchi dei Legionari), Friulcaravan (Udine)... Molto frequenti sono anche le ditte che adoperano gli aggettivi derivati, come Ghiaie Friulane (San Quirino), Friulana Calcestruzzi (Pordenone), Arti Grafiche Friulane (Tavagnacco)... In Carnia usano allo stesso modo la parola Carnia e gli aggettivi derivati: Banca Carnica, Latte Carnia, Goccia di Carnia... Ci sono anche aziende che si dichiarano friulane soltanto adoperando la lingua del Friuli: si pensi a Il ciant dal rusignûl di Dolegna del Collio e a Il mus ch’al svuale di Spilimbergo. Ma bisognerebbe spingere le aziende, necessariamente immobili sul territorio, a dare nomi friulani ai loro prodotti, che diventerebbero ambasciatori di friulanità anche in senso linguistico: un vino battezzato La Viarte, ad esempio, è molto più noto di un’osteria felicemente chiamata L’aghesante (Rivignano). Gli autonomisti dovrebbero suggerire nomi nuovi ai produttori di vino: Lis rosis, ad esempio, per un rosé, vendibile anche oltre le Alpi perché, afferma il grande Jacques Le Goff, “rosa” è parola presente in tutte le lingue dell’Europa occidentale. (A Blanc per Tocai abbiamo dedicato una scheda a parte). Ma ogni tipo di azienda può acquistare vantaggi da distinzione usando il friulano: si pensi a La butegute, Librarìe par fruts, Friulflôrs, La stamparìe, La pipìne, Arc di San Marc, Sot il tei... (chiunque può adottare, senza spese e formalità, le intitolazioni qui suggerite). Bisogna aver cura, naturalmente, di proporre parole friulane brevi, di facile lettura per chi conosce solo l’italiano, e quindi prive di quelle soluzioni grafiche che rendono normalmente ostica la lettura del friulano ai non specialisti. Anche la pubblicità in marilenghe potrebbe essere praticata con profitto, come dimostrano i risultati ottenuti da una celebre birra, udinese di origine, che in anni recenti si è rivolta con messaggi in friulano al target del Friuli storico.

 

Bibliografia: Gianfranco Ellero, Del Friuli si fidano in affari, non del friulano, Sot la Nape jugn 2000; Anna Bogaro, Marketing furlan. La lenghe furlane tes denominazions des impresis, CCIAA Udine 2005.