DAF - Dizionari Autonomistic Furlan

a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z

Movimento Friuli

Non si capirebbe la nascita del Movimento Friuli se non si ricordasse che la maggioranza dei friulani, anche quelli che disciplinatamente si recarono a votare il 10 maggio 1964 per l’elezione del primo Consiglio regionale, era insoddisfatta per la soluzione che era stata data a Roma al problema dell’autonomia regionale. Non piaceva la convivenza con la Venezia Giulia, peraltro non delimitata in senso territoriale dallo statuto regionale, e c’era risentimento perché il titolo e la funzione di capitale erano stati assegnati alla decentrata Trieste anziché alla baricentrica Udine, culla e fucina dell’autonomismo, per merito di Tessitori e altri con Lui e dopo di Lui, fin dal 1945. I partiti politici, tutti, accettarono il dogma dell’unità regionale intangibile, dicendo agli elettori che tutto sarebbe stato deciso “unitariamente”, perché il bene del Friuli era il bene di Trieste e viceversa. In linea con tali premesse, il 7 ottobre 1964 l’Ordine del Medici della Provincia di Udine, presieduto dal dottor Vincenzo Ilardi, votò un ordine del giorno per chiedere che la facoltà di medicina, prevista dal ministro Gui a est di Padova, venisse istituita a Udine, sede di uno dei migliori ospedali d’Italia. Era una proposta sensata, che avrebbe consentito all’Università di Trieste, proclamata unica nella regione da tutti i partiti, di allargarsi sul territorio. Ma Trieste oppose un netto rifiuto, in sede accademica e politica, e nell’autunno del 1965, senza consultare i “conviventi”, avviò i corsi di una libera facoltà di medicina. Quello “sgarro” dimostrò a chiare lettere che la sbandierata unità regionale era una chimera e che i politici friulani, in maggioranza nel Consiglio regionale, nulla potevano o intendevano fare contro quelli che un cartello degli studenti udinesi definì “soprusi triestini”. Ci furono allora grandiose manifestazioni di protesta degli studenti che frequentavano le scuole superiori di Udine, ben documentate sulle pagine e nelle fototeche dei quotidiani, e si diffuse la sensazione che l’autonomia con Trieste fosse una trappola per il Friuli. Qualcuno pensò che il potere ha pazienza e sa come lasciar spegnere le fiammate popolari. Occorreva, quindi, un organismo capace di tener acceso il fuoco della denuncia e della polemica, un movimento d’opinione davvero indipendente e disinteressato: a questa conclusione erano giunti il 22 dicembre, in una riunione serale al Circolo Bancario in palazzo Kechler, i 44 partecipanti a una riunione informale: Vincenzo Ilardi, Corrado Cecotto, Raffaele Carrozzo, Arturo Toso, Silvano Franceschinis, Gianfranco Ellero, Renato Scarpa, Francesco Placereani... La fondazione del Movimento avvenne il 9 gennaio 1966 al Palace Hotel di Udine, quando fu approvato lo statuto, sancito successivamente con rogito del dottor Pietro Someda de Marco (15.1.66, n.8673/6413). L’esecutivo provvisorio, rimasto in carica fino all’Assemblea generale del 17 aprile, era composto da Arturo Toso presidente, Vincenzo Ilardi vicepresidente, Pierdaniele Menis segretario. Ci si domanderà: era necessario fondare un movimento d’opinione per chiedere una facoltà di medicina? Certamente no. Infatti i fondatori del Movimento, sulla scorta dei saggi del professor Giuseppe Gentilli pubblicati sul “Bollettino della Camera di Commercio” di Udine, si erano convinti che la capitale del Friuli era la sede ideale non solo di una facoltà di medicina, ma di un’intera Università, baricentrica rispetto al territorio, e perciò più adatta di quella di Trieste per rimanere unica nella Regione! Nel giro di pochi mesi il Movimento mise a fuoco i problemi dell’emigrazione e delle servitù militari, posti entrambi in relazione con la carenza di investimenti statali a ridosso del confine orientale, che in quel tempo era parte della “cortina di ferro”, e si misurò con tanti altri problemi, come il disordine idrogeologico, la friulanità di Gorizia, il vittimismo triestino e così via. Primo Presidente fu Arturo Toso, il secondo Fausto Schiavi, eletto nel giugno 1967. Dopo la morte di Schiavi, avvenuta il 23 gennaio 1972, la presidenza fu assunta da Gianni Nazzi, eletto l’8 febbraio 1972, al quale successe Adriano Ceschia, eletto il 3 gennaio 1973. Dalle origini al giugno del 1973 i vicepresidenti furono Vincenzo Ilardi, Valerio Toneatto, Franco Micelli, Bruno Cocianni, Luigi Bottos, e nei primi sei mesi del 1973 Gianfranco Ellero. La carica di segretario fu ricoperta da Pierdaniele Menis, Corrado Cecotto, Luciano Damiani, Claudio Toldo, e, a partire dal 3 gennaio 1973, da Marco De Agostini. Alle elezioni regionali del 26 maggio 1968 il Movimento Friuli ottenne 38.898 voti e tre seggi, occupati da Fausto Schiavi, Corrado Cecotto e Gino di Caporiacco. Alle elezioni comunali di Udine, nel 1970, il Movimento ottenne 6.041 voti e quattro seggi, attribuiti a Gino di Caporiacco, Gianfranco Ellero, Raffaele Carrozzo e Francesco Schiavi. Dalle elezioni regionali del giugno 1973 il MF uscì con 23.628 voti e due seggi, occupati da Cornelia Puppini D’Agaro e da Pietro Severino Bertoli, un emigrato in Svizzera che ben presto uscì dal Movimento Friuli (i motivi del dissidio sono ben documentati su “Friuli d’oggi” dell’ottobre 1973: lettera del Bertoli in risposta a un precedente scritto del MF e replica dell’Esecutivo, firmata Ceschia, Jus, De Agostini, Comini, Castellarin, Gomboso, Paoloni, Pitzalis e Tondolo). Fausto Schiavi era morto il 23 gennaio 1972. Gino di Caporiacco aveva abbandonato il Movimento il 22 giugno dello stesso anno. L’autore di questo Dizionario se ne andò il 4 gennaio 1974, e non può essere considerato testimone diretto delle vicende succedutesi dopo quel giorno.

 

Emerografia: La storia del Movimento Friuli dal 1966 al 1973 è ben documentata dalla raccolta di “Friuli d’oggi” e dal libro “Fausto Schiavi. Una battaglia per il Friuli” di Gino di Caporiacco e Gianfranco Ellero, pubblicato nel 1982. Per la storia successiva ci si può affidare alle raccolte dei due principali quotidiani stampati in Friuli, e a qualche altra fonte. Ecco qualche titolo (salvo diversa indicazione la fonte è il Messaggero Veneto): Amarcord. Il Movimento Friuli, Corriere del Friuli giugno 1979; Mf: congresso a ottobre? La maggioranza dice no, 27 agosto 1987; Il Mf domani a congresso: l’obiettivo della regione Friuli, 16 gennaio 1988; Movimenti autonomisti a confronto: dalle realtà locali all’Europa, 17 gennaio 1988; Il Mf per le regionali cercherà possibili intese con gli ecologisti, 18 gennaio 1988; Movimento Friuli: regolari le votazioni al congresso, 21 gennaio 1988; Di Caporiacco e Cecotto contestano le celebrazioni, 2 febbraio 1988; Scissione nel Mf: nasce il Mapf con Ceschia, la Puppini e altri, 10 ottobre 1988; F.D.M., L’aquila perde un’ala, La Vita Cattolica 15 ottobre 1988; Il Mf replica ai transfughi sulla seconda lista ricusata, 12 ottobre 1988; Roberto Iacovissi, Il contributo del Movimento Friuli alla legge di tutela delle minoranze, 12 ottobre 1989; Sap polemico con il Mf, 16 maggio 1990; Mf: D’Agostini con un esposto dichiara lo statuto illegittimo, 7 maggio 1991; De Agostini (Mf): non ho scatenato alcuna guerra, 9 maggio 1991; Da De Agostini (Mf) un no a Gonano: dall’Aventino io non mi muovo, 27 gennaio 1992; Psi e Mf insieme per rilanciare il Friuli, 3 febbraio 1992; No all’intesa col Psi dai probiviri del Mf, 13 febbraio 1992; Il Mf solidale con il Pri dimezzato, 20 febbraio 1992; Iacovissi (Mf) in lista con la Dc, 22 febbraio 1992; Il Mf espelle Iacovissi e rilancia l’alleanza col Psi, 23 febbraio 1992; Gino di Caporiacco risponde a De Agostini: questi i fatti, cominciando dal ’72, 24 febbraio 1992; E c’è anche la vivace reazione di Iacovissi, 24 febbraio 1992; Un Mf più europeo, 27 maggio 1992; Il Mf proporrà ai suoi iscritti l’alleanza elettorale con Bossi, 9 maggio 1991; Iacovissi: sono ancora del Mf rappresento la sua storia, 3 marzo 1992; Movimento Friuli spaccato in due. La sentenza affidata agli elettori, 4 marzo 1992; Castiglione: il Mf non ci ha aiutati, 7 aprile 1992; Il Mf combatterà contro la Lega per evitare la lombardizzazione, 10 aprile 1992; Mf: acque agitate, 24 aprile 1992; De Agostini precisa: sono del Mf. Non ho convocato alcuna assemblea, 25 aprile 1992; E il Mf si scopre Lega Friuli, 26 aprile 1992; Mf uguale Lega? Sì, no, forse, 27 aprile 1992; La polemica del Mf finisce in procura, 28 aprile 1992; Movimento Friuli contro. Domani la resa dei conti, Il Gazzettino 29 aprile 1992; I due MF a Tricesimo. Intervengono i carabinieri. Tavolo conteso tra autonomisti, 1 maggio 1992; Movimento Friuli, assemblea coi Carabinieri, Il Gazzettino 1 maggio 1992; Noi offriamo alternative ai friulani, 15 maggio 1993; Sergio Cragnolini, Enrichetto Basaldella, Non siamo stati espulsi dall’Mf, Il Gazzettino 23 giugno 1992; Francesco Dal Mas, Padania? No. Friuli nazione, La Vita Cattolica 7 settembre 1996.