DAF - Dizionari Autonomistic Furlan

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'La Patrie dal Friûl'

Le parole “Patrie dal Friûl” formavano il nome dato da Tessitori alla sua Associazione per l’autonomia friulana nel 1945: l’aquila e la divisa “di bessôi” ne completavano l’apparato simbolico identificativo e propagandistico. Il 24 febbraio 1946 quelle tre parole formarono la testata del quindicinale fondato da Maria e Felix Marchi, diretto da Vittorio Gasparetto, scritto integralmente in friulano, che fu la bandiera degli autonomisti del dopoguerra e la vetrina degli scritti di don Giuseppe Marchetti fino al 1953: ne riportiamo uno, davvero splendido, nella scheda “autonomia culturale”. Dal 1953 al 1965 il giornale fu diretto da Maria Del Fabbro, moglie di Marchi. Nel 1973 la “Patrie” (preceduta dall’articolo che avrebbe perduto nel 1975) e l’aquila riapparvero in Svizzera nella testata del “Sfuei dai furlans de Svuizzare” diretto da Agnul M. Pittana, che uscì per quattro anni dapprima dalle Grafiche Salvioni di Bellinzona e poi dalla Stamperia Ferrari di Zurigo. In Friuli la “Patrie” (di nuovo senza articolo) riapparve, in compagnia dell’aquila, nel gennaio del 1977 fra le edizioni della Clape culturâl Ermes di Colorêt. Il fondo del primo numero, firmato “marc”, era affiancato da una spalla di pre Antoni Beline. Il binomio continuò a funzionare per qualche tempo. Nel 1984 apparvero due “Patrie dal Friûl”, firmate da Marco De Agostini e da pre Antoni. 80 Sul numero 4 di quell’anno, per chiarimento, il sacerdote, pubblicò il contratto di cessione della testata stipulato da Marchi e da lui stesso, risultante da scrittura privata del 14 novembre 1977, regolarmente registrata a Tolmezzo il giorno successivo. Intervenne lo stesso Marchi per dire quale fosse la vera Patria. Oggi “La Patrie” (di nuovo con l’articolo) di pre Antoni, rinnovata nell’impaginazione e nel formato, esce mensilmente.