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Friuli storico

Il Friuli storico è la regione fisica culturalmente differenziata fin dalla protostoria, cioè da alcuni secoli prima della nascita di Cristo. I castellieri della pianura friulana sono diversi da quelli del Carso, ad esempio, per forme materiali e tecniche costruttive. In quei secoli, scrisse Giacomo Devoto, “è Friuli ciò che non è veneto”, un’affermazione giustificata dal fatto che le iscrizioni venetiche definiscono il Friuli, o meglio la regione attualmente chiamata Friuli, dall’esterno. La regione così abbozzata sarà poi colorata di carnicità, se è vero, come scrive Livio, che la colonia latina di Aquileia fu dedotta nel territorio dei Carni. Sul calco carnico si sedimentarono poi vari strati culturali e linguistici, contribuendo in tal modo a formare un tessuto etnico molto originale, nel quale il latino dei dominatori si corruppe, ma in modo distinto rispetto ad altre regioni, ed è ben noto che il vescovo di Aquileia Fortunaziano doveva parlare in sermo rusticus per farsi capire dal popolo nel IV secolo dopo Cristo. La fisionomia della regione d’Aquileia (per molti secoli, durante il Medio Evo, gli abitanti della regione, non soltanto quelli della città, furono chiamati aquilegenses) apparve ben chiara e definita, ancorché priva di un nome che la distinguesse all’interno dell’immensa Venetia et Histria, anche ad Alboino, il re dei Longobardi, nel 568 dopo Cristo: egli vide nei quattro municipi romani di Aquileia, Cividale, Concordia e Zuglio un unico ducato agli ordini di suo nipote Gisulfo, e in tal modo tracciò anche i confini della regione storica: le Alpi Carniche e Giulie, il fiume Livenza, il Timavo e il saliente del Carso, e le lagune dell’Adriatico. I Longobardi, quindi, furono i primi foroiulani o friulani, e non solo per residenza: furono loro ad attribuire alla regione quella funzione di antemurale o di munito fortino a difesa della penisola italiana che avrebbe conservato per millequattrocento anni. Da allora esiste una regione chiamata Friuli, che può e deve essere definita storica perché formatasi per lenta maturazione nel grembo della storia: una regione che esiste anche se imbrigliata da una fitta rete di confini feudali, comunali, ecclesiastici, dipartimentali, provinciali, e attualmente confusa con la Venezia Giulia. È la regione che nel basso Medio Evo fu chiamata Patria del Friuli.

 

Bibliografia: Torquato Taramelli, Carta geologica del Friuli, Udine 1868; Gian Lodovico Bertolini e Umberto Rinaldi, La Patria del Friuli al cadere della Repubblica Veneta, Udine 1913; Francesco di Manzano, Gli annali del Friuli, Udine, dal 1859 al 1879; Pio Paschini, Storia del Friuli, Udine 1954; Gian Carlo Menis, Storia del Friuli, Udine 1969; Pier Silverio Leicht, Breve storia del Friuli, IV edizione, con aggiunte di Carlo Guido Mor, Udine 1970; Gianfranco Ellero, Storia dei friulani, IV edizione, Udine 1987; Gianfranco Ellero, La storia del Friuli, in 52 fascicoli, Newton Periodici Locali, Roma 1997; Gino di Caporiacco, Il territorio del Friuli, Messaggero Veneto 9 febbraio 2001.