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Dipartimento di Passariano

Il 28 novembre 1805 le Frioul, cioè la Provincia del Friuli con Udine capitale, fu divisa in tredici distretti, fra i quali c’erano quelli di Gradisca e di Monfalcone (in quello di San Vito al Tagliamento era incluso il territorio di Portogruaro fino al mare e alla Livenza, oggi in Provincia di Venezia e nella Regione del Veneto): soltanto la città di Gorizia, con le sue immediate dipendenze, era rimasta all’Austria. Con decreto emanato da Saind Cloud il 29 aprile 1806, Napoleone scelse il Tagliamento quale limite fra i due dipartimenti del Friuli nei limiti sopra descritti, ma fino al dicembre 1807 gran parte del Friuli storico era rimasta nel Dipartimento del Passariano. (Verosimilmente fu lo stesso Napoleone, memore del tempo trascorso nella Villa Manin di Passariano fra l’estate e l’autunno del 1797, a suggerire il nome del Dipartimento, ma i suoi funzionari, abituati a derivare dalle acque le denominazioni territoriali, pensarono che Passariano fosse un fiume o un torrente di poca importanza, e così nacque il Dipartimento del Passariano). Nel frattempo Napoleone prese una decisione che ancor oggi esclude dalla Patria del Friuli un lembo di territorio a sud-ovest: il 7 dicembre 1807, al fine di porre termine alle lamentele dei veneziani, che non si rassegnavano al declassamento subito nel 1797, “per provvedere ai bisogni della Nostra buona città di Venezia” aggiunse al dipartimento dell’Adriatico terre sottratte ai dipartimenti del Basso Po, del Brenta, del Tagliamento e di Passariano, nel nostro caso la bassa pianura sud-occidentale. Anche i distretti erano stati ridotti di numero, e così, per la parte concernente la Patria del Friuli l’Almanacco reale del 1808 presenta il seguente quadro: · Dipartimento dell’Adriatico con i di- stretti di Venezia, Chioggia, Adria e San Donà; · Dipartimento di Passariano: Udine, Tolmezzo, Gradisca e Cividale; · Dipartimento del Tagliamento; Treviso, Conegliano, Ceneda, Pordenone e Spilimbergo. In tal modo la Destra Tagliamento, staccata lungo il fiume dal Dipartimento di Passariano, risultava divisa in due parti dipendenti da capitali lontane: Pordenone e Spilimbergo facevano capo a Treviso; Portogruaro a Venezia. Dopo la guerra del 1809 l’Austria dovette cedere ai francesi Gorizia e le province vicine, territori raggruppati nella circoscrizione denominata Province Illiriche. Nel 1811, per effetto degli accordi di pace, Tarvisio e Weissenfels furono inclusi nel Regno d’Italia con Caporetto. L’Austria, dopo la caduta di Napoleone nel 1815, volle subito riattivare il proprio sistema amministrativo, ma già nel 1814 aveva provveduto a separare il Circolo di Gorizia da quello di Trieste e il cosiddetto Friuli veneto. In pratica ripristinò la contea di Gorizia e Gradisca, a est del confine che l’Italia volle allontanare da sé nel 1915, e confermò l’assegnazione della Destra Tagliamento a sud-ovest, il cosiddetto Mandamento di Portogruaro, alla Provincia di Venezia. Così, dopo tre secoli, il Friuli centro-occidentale fu smembrato in nuove circoscrizioni amministrative con gravi ripercussioni identitarie: le divisioni amministrative, infatti, non sono innocue, perché creano divisioni nei tessuti storici, sulle quali si dimensionano nuove forme mentali e talvolta anche linguistiche.

 

Bibliografia: Gino di Caporiacco, Ordinamenti amministrativi in Friuli dal 1797, in “Una Provincia nel terremoto”, Udine 1980; Roberta Corbellini e coll., Il Friuli nel 1807, Società Filologica Friulana 1992.