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Consorzio Universitario del Friuli

La meno conosciuta fra le strutture unificanti, così definibili perché tutelano valori di tutto il Friuli storico, come la Società Filologica Friulana e la Deputazione di Storia Patria per il Friuli, è il Consorzio Universitario del Friuli, che dal 1967 ha dapprima propiziato, con opportune iniziative, la nascita dell’Università di Udine, e poi ha svolto un’efficace azione di raccordo fra la stessa Università e il territorio. Il “Consorzio per la costituzione e lo sviluppo degli insegnamenti universitari”, costituito dal Comune di Udine, dalla Provincia di Udine, dalla Camera di commercio e dalla (allora) Cassa di Risparmio di Udine, fu approvato con decreto prefettizio il 27 novembre 1967, ma già prima del riconoscimento giuridico aveva ottenuto un primo significativo successo: era riuscito, infatti, a ottenere dall’Università di Trieste il decentramento della Facoltà di lingue e letterature straniere, prima pietra di quel nucleo di facoltà, “forse in un primo tempo legate a Trieste”, che secondo il Gentilli doveva precedere la nascita dell’autonoma Università friulana. L’improvvisa apertura dell’Università di Trieste era stata propiziata dal ministro Gui e vistosamente annunciata dal “Messaggero Veneto” del 4 agosto 1967: “Dichiarato in un comunicato emesso ieri a Roma. Il ministro Gui favorevole alla facoltà di lingue a Udine. Ha invitato l’università di Trieste, la Regione e gli enti locali friulani a predisporre gli atti necessari all’istituzione. L’intesa raggiunta con il rettore Origone, l’assessore Giust e il professor Burtulo”. Furono subito aperte le iscrizioni, che in pochi giorni raggiunsero quota trecento in un clima di euforia. In realtà, come si legge sul sito Internet del Consorzio, erano iniziati “nove anni di sofferto rapporto con l’Università di Trieste”, che soltanto nel 1972, quando ancora una volta si profilò una crisi per la cosiddetta unità regionale, concesse il biennio di ingegneria. Il secondo successo fu quello di aver ottenuto, nel tempo, l’adesione dell’Ospedale civile di Udine, della neocostituita Provincia di Pordenone, della Provincia e del Comune di Gorizia, del Comune e della Camera di Commercio di Pordenone: in tal modo, se si eccettua il Mandamento di Portogruaro, il Consorzio era in grado di rappresentare, per gli scopi statutari, il territorio dell’intera Patria del Friuli. Importante e incisiva fu l’azione del Consorzio anche dopo l’istituzione dell’Università di Udine nel 1977 (ex articolo 26 della legge 546/77), al fine di incrementare il numero delle facoltà, in particolare quella di medicina, e per agganciare al territorio friulano l’Università di Udine. Nel frattempo andarono maturando nuove direttive politiche, che si trasformarono in norme nella legge 142/90, e il Consorzio fu costretto a rifondarsi il 10 maggio 1994.

 

Emerografia: Cadetto: l’azione per l’Università, Messaggero Veneto 23 novembre 1985.