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Comitato di iniziativa e di studio

Il 22 ottobre 1964 l’Ordine dei medici di Udine indisse una pubblica riunione per spiegare alle autorità le ragioni che avevano ispirato il documento votato il 7 ottobre. Oratore ufficiale fu il dottor Vincenzo Ilardi, che elencò quattro ragioni tecniche: 1. Udine baricentro della Regione; 2. frequentabile più agevolmente da tutti; 3. possibilità di sfruttamento dell’attrezzatura e dell’organizzazione di un otti- mo ospedale; 4. la facoltà sarebbe costata a Udine cin- que volte di meno che a Trieste; e una politica: visto che Trieste aveva avuto partita vinta per il capoluogo regionale, a titolo di compensazione i friulani avrebbero dovuto pretendere la facoltà di medicina. Concludeva dicendo che se l’Università di Trieste avesse opposto un rifiuto, rimaneva aperta la strada della facoltà libera. Le fasi del dibattito sulla relazione Ilardi sono sinteticamente illustrate nel libro bianco “L’Università friulana” di Gianfranco Ellero e Raffaele Carrozzo. Alla fine, visto che diversificate erano le posizioni emergenti dal dibattito, su proposta Ilardi fu istituito, sotto la presidenza di Mario Livi, Presidente della Cassa di Risparmio, il “Comitato di iniziativa e di studio pro istituenda facoltà di medicina”, con l’incarico di riferire in breve i risultati di studi seri e approfonditi. Visto inutile ogni sforzo per ottenere dall’Università di Trieste il decentramento di qualche facoltà, nel gennaio del 1966 il Comitato indicò in un Consorzio, al quale avrebbero dovuto aderire i principali enti della capitale del Friuli, lo strumento giuridico adatto per cogliere il frutto di tante lotte e fatiche.