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Bracciale nero

Il 26 luglio 1966, per celebrare il centenario dell’ingresso dell’esercito italiano a Udine (all’evento è dedicato il piazzale 26 luglio 1866 fuori porta Poscolle) fu tenuta una solenne seduta del Consiglio regionale nel salone del Castello. Fra gli spettatori dell’affollata cerimonia si aggiravano cinque o sei giovani che ostentatamente portavano un bracciale nero sul braccio sinistro, subito fermati e interrogati dagli agenti della squadra politica della Questura di Udine. I bracciali neri furono addebitati dalla stampa locale e nazionale al neonato Movimento Friuli, già in precedenza accusato di austriacantismo e separatismo. Un portatore di bracciale nero diede una spiegazione del suo gesto su “Il Gazzettino” del 5 agosto, ma il Movimento fu poi costretto a difendersi dall’immeritata accusa per altri tre anni. Morale, mai passare armi agli avversari.

 

Emerografia: Gli incurabili, Il Gazzettino 27 luglio 1966; Giorgio Jus, Un lutto per il centenario, Il Gazzettino 5 agosto 1966; Chi prepara a Saragat una scortese accoglienza?, Messaggero Veneto 28 agosto 1866; Fausto Schiavi, Movimento Friuli, Corriere della Sera 18 aprile 1968; Franco Nencini, I separatisti del “Movimento Friuli”.“Se l’Italia ci è matrigna torneremo a Cecco Beppe”, La Nazione dicembre 1968; Franco Nencini, Udine non ama Trieste, Il Resto del Carlino 13 dicembre 1968; Gianfranco Ellero, Non torneranno con Cecco Beppe, Il Resto del Carlino 20 dicembre 1968.