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Aquileia preromana

Il nome della città di Aquileia, assicurano i linguisti, non è latino, perché la desinenza in –eia non appartiene alla lingua di Roma. Ciò significa che nel 181 avanti Cristo, quando venne dedotta o fondata la colonia latina di Aquileia, i Romani trovarono un nome già pronto e radicato sul territorio dei Carni, come onestamente scrisse Tito Livio. Tracce celtiche, o preromane, (monete, armi,...) emergono talvolta dagli scavi quando si scende al di sotto dello strato latino, e permangono anche nella toponomastica, cioè nei nomi di luogo. Nella regione di Aquileia sono preromani alcuni nomi di acque, a partire dai fiumi più importanti: Tagliamento, Isonzo, Fella, Livenza, Cosa, Varmo, Timavo, Ausa, e di parecchi monti: Montasio, Plauris, Tìnisa, Varmost, Lavardet... e non sono latini i macrotoponimi Carnia, Carso, Bressa, Beligna... Tracce di celticità si trovano nella desinenza di numerosi nomi di luogo derivati alla celtica dal nome del colono latino,come Pagnacco, Remanzacco, Tavagnacco, Urbignacco, Vergnacco, Zegliacco, Cargnacco, Majaso, Lorenzaso, Vendasio, Maniago, Istrago, Usago e ancora Lucinico, Orcenico, Ciconicco, Pantianicco, Redenzicco, Poincicco... Preromani sono anche i castellieri, cioè quegli argini di terra che si trovano nella pianura friulana a Gradisca di Sedegliano, Savalons, Pozzuolo del Friuli, Rive d’Arcano e altrove. I castellieri della pianura sono molto diversi da quelli in pietra eretti a secco sull’altopiano del Carso.