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Aquileia metropoli

In Occidente le circoscrizioni metropolitiche si vanno formando, sui calchi dell’organizzazione amministrativa dell’impero, per consolidate tradizioni e spontanee convergenze a partire dalla fine del III secolo: c’erano, in sostanza, gruppi di diocesi e di vescovi che dipendevano da un vescovo visto come guida. Nell’Italia settentrionale, in particolare dopo la morte di Sant’Ambrogio (397), accanto a quella di Milano venne formandosi la metropoli di Aquileia, culla dell’ortodossia e centro missionario. Già verso la fine del V secolo comprendeva non soltanto i territori della Venetia et Histria, la regione amministrativa creata da Augusto (se ne parla sotto la voce corrispondente), ma anche quelli oltralpini della Raetia II, del Noricum, della Pannonia I e della Savia (oggi diremmo Baviera, Austria, Ungheria occidentale, Slovenia e Croazia a nord del fiume Sava). Un territorio immenso, che lentamente si restrinse per varie cause, e nel secolo XII comprendeva le diocesi suffraganee (dipendenti) di Mantova, Como, Trento, Verona Vicenza, Padova, Treviso, Concordia, Ceneda (Vittorio Veneto), Feltre, Belluno, Pola, Parenzo, Pedena, Trieste, Capodistria e Cittanova d’Istria. In questa dimensione si mantenne fino al 1751, quando fu soppresso il Patriarcato di Aquileia.